Una Stanza Tutta Per Sé


da Virginia Woolf
a cura di Anita Mosca



con Lia Gusein-Zadé, Anita Mosca, Julia Primicile Carafa

coreografie Lia Gusein-Zadé

musiche Julia Primicile Carafa

coordinamento artistico e coreografico Elena D’Aguanno

ideazione Rosario Liguoro
produzione artistica Akerusia Danza


Sinossi


Lo spettacolo è un omaggio alla più grande scrittrice inglese del Novecento Virginia Woolf. Un tributo non solo alla sua figura, ma soprattutto alla sua scrittura, alla sua straordinaria capacità di osservare e restituire il mondo che la circondava, e alla necessità – oggi ancora attualissima – di “una stanza tutta per sé” per poter esercitare liberamente la propria arte.

La forma scelta è quella della danza letteraria: un linguaggio ibrido, dove il movimento incontra la parola, e la danza dà corpo e respiro al testo. Un flusso coreografico che segue e amplifica il flusso delle parole, accompagnato dal suono dolce del clarinetto. È proprio nell’unione di questi elementi che il pensiero di Virginia Woolf si fa vivo, tangibile, presente.


Note di regia


Una stanza tutta per sé nasce dal desiderio di attraversare l’opera e il pensiero di Virginia Woolf non in forma illustrativa o biografica, ma come esperienza viva, fisica, emotiva. Il lavoro prende forma come un omaggio alla più grande scrittrice inglese del Novecento, alla sua capacità radicale di osservare il mondo e di trasformare l’esperienza interiore in materia letteraria.

Al centro della performance vi è la necessità, ancora oggi profondamente attuale, di conquistare uno spazio di libertà e autonomia – “una stanza tutta per sé” – come condizione imprescindibile per la creazione artistica e per l’affermazione della propria voce.

La scelta registica è quella di una danza letteraria: un linguaggio scenico ibrido in cui parola, movimento e musica si intrecciano continuamente. La danza non accompagna il testo, ma lo attraversa e lo prolunga, rendendo visibili tensioni, silenzi, vuoti e flussi di coscienza che abitano la scrittura woolfiana. Il corpo diventa luogo di risonanza della parola, spazio in cui il pensiero si fa gesto, ritmo, presenza.

In scena, interpretando Virginia Woolf, ho cercato non tanto una restituzione realistica della sua figura, quanto una vicinanza poetica e sensoriale al suo universo interiore: una presenza attraversata dalla fragilità, dalla lucidità e da quella incessante capacità di interrogare il rapporto tra identità, memoria e creazione.

Il clarinetto accompagna questo attraversamento con un suono intimo e mutevole, capace di sostenere il respiro della scena e di dialogare con il movimento come una seconda voce narrativa.

La performance si costruisce così come uno spazio sospeso, in cui letteratura, danza e musica si incontrano per restituire la straordinaria modernità del pensiero di Virginia Woolf e la sua urgenza nel presente.

Anita Mosca


Tournée